giovedì 17 luglio 2014

S. Antonio 2O14

Anche quest’anno i giovani della Gioventù Francescana di Cava dei Tirreni hanno dato il loro contributo in convento per la festa di Sant'Antonio, che ha avuto inizio martedì 10 giugno ed è terminata lunedì 16 giugno. La loro presenza dal primo all'ultimo giorno non è mai mancata, sia nel banco gastronomia, sia in particolari celebrazioni sia in attività varie. In particolare, martedì 10, giornata dedicata ai bambini, i nostri Araldini hanno animato la celebrazione eucaristica delle ore 19:00 con canti e offertorio. “Voi siete il sale della terra”, accompagnati dalle parole del Vangelo, i piccoli della famiglia francescana hanno dato testimonianza del loro modo di seguire Cristo, ovvero sulle orme di S. Francesco, e hanno pregato il Signore affinché con le loro opere possano dare sapore alla propria vita ed essere portatori di luce nel mondo. Giovedì 12 giugno, vigilia della festa di Sant’Antonio, è tradizione che da ogni frazione della città partano gruppi di pellegrini portando in processione statue o quadri del santo verso il convento francescano. Alcuni dei gifrini hanno partecipato a questi piccoli pellegrinaggi e una volta giunti tutti i gruppi in piazza San Francesco, si è celebrata la S. Messa del Pellegrino a cui hanno partecipato tutte le frazioni venute in processione. Al termine dell’ultima celebrazione, è iniziata un’adorazione notturna con l’esposizione del SS. Sacramento e la chiesa è rimasta aperta tutta la notte per aspettare il giorno della festa. 

Venerdì 13, a partire dalle prime ore della mattina, i gifrini si sono recati al convento per imbustare il pane da distribuire ai fedeli, come da tradizione, durante la giornata. In questa giorno tutta la famiglia francescana condivide la grande gioia per la festa trascorrendo insieme l’intera giornata. Nel pomeriggio i ragazzi hanno animato la celebrazione delle ore 18:00. Il 14 giugno alle ore 19, i gifrini hanno partecipato alla processione in onore di Sant’Antonio, che ha attraversato il centro storico della città per poi ritornare al convento e assistere ai grandi fuochi d'artificio delle ore 23.00. Domenica 15 giugno, giornata dedicata ai giovani, la Gioventù francescana ha animato con canti, offertorio e letture la celebrazione delle ore 19.00 e a seguire ha assistito al concerto in piazza di Frà Alessandro, un frate dalla voce divina. I festeggiamenti si sono conclusi lunedì 16 giugno in attesa della festa del prossimo anno.



sabato 7 giugno 2014

LA GIFRA IN CONCERTO - San Filippo Neri: il santo della gioia. Concerto presso la basilica della Madonna dell’Olmo.

Domenica 25 maggio presso la basilica della Madonna dell’Olmo si è svolto un concerto in onore di San Filippo Neri, la cui memoria ricorre il 26 maggio. Egli fu un sacerdote italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Fiorentino d'origine, si trasferì, ancora molto giovane, a Roma, dove decise di dedicarsi alla propria missione evangelica in una città corrotta e pericolosa, tanto da ricevere l'appellativo di «secondo apostolo di Roma». Radunò attorno a sé un gruppo di ragazzi di strada, avvicinandoli alle celebrazioni liturgiche e facendoli divertire, cantando e giocando senza distinzioni tra maschi e femmine, in quello che sarebbe, in seguito, divenuto l'Oratorio, ritenuto e proclamato come vera e propria congregazione da papa Gregorio XIII nel 1575. Per il suo carattere burlone, fu anche chiamato il «santo della gioia» o il «giullare di Dio».
Il concerto ha inizio alle ore 21:00  con una presentazione, da parte di Padre Candido del Pizzo, frate presso il convento S. Francesco e S. Antonio, dei cori partecipanti, che il collaborazione con don Giuseppe Ragalmuto, sacerdote della Madonna dell’ Olmo, ha organizzato questo evento. Il primo coro a esibirsi è stato quello della Madonna dell’ Olmo guidato dall’ organista Valerio e dal maestro Maurizio; a seguire quello della Divina Provvidenza, guidato da padre Candido del Pizzo e accompagnato dall’organista Ida Della Rocca, e infine il coro della GiFra, soprannominato coro “Arcobaleno” per le magliette colorate indossate durante l’evento. I gifrini, inclusi due araldini, i fratelli più piccoli della famiglia francescana, hanno eseguito tre canti: Madre dell'alba, il Magnificat di Frisina e Ave Maris Stella, riscuotendo grande successo. Tutto è stato reso possibile grazie alla direzione e all'accompagnamento dell'organista e gifrina Ida Della Rocca, che con grande pazienza e maestria ha aiutato i ragazzi a prepararsi per questo evento. Alla fine del concerto padre Candido ha voluto omaggiare i presenti con un canto improvvisato che ha visto la partecipazione dei tre cori e dell’assemblea partecipante.
Molta ansia e paura di sbagliare aleggiava dietro le quinte, ma i ragazzi si sono fatti forza a vicenda, consapevoli che i loro canti erano doni per il Signore.
Con queste poche righe la Gioventù Francescana di Cava de’ Tirreni vuole ringraziare quanti hanno partecipato e assistito al concerto. Un sentito ringraziamento va alla comunità della Madonna dell’Olmo, a Don Giuseppe Ragalmuto, a Padre Candido Del Pizzo, a Ida Della Rocca e, in particolare, un grazie ai giovani della parrocchia della SS. Annunziata per la loro presenza.

Alzata del panno di S. Antonio


In occasione dei festeggiamenti di Sant’Antonio (13 giugno 2014), il giorno 13 maggio 2014, ad un mese dalla festa, è stata celebrata la santa messa in onore del santo.  Alle ore 20.00  i gifrini hanno partecipato vivamente alla processione, per le strade del corso della città, durante la quale viene portato il panno del santo. Al termine della processione il panno è stato innalzato sulla facciata della chiesa, acclamato con esultanza dai presenti e con fuochi d'artificio. Così è stato dato avvio ai festeggiamenti in onore di Sant'Antonio che si svolgeranno dal 10 al 16 giugno.


lunedì 2 giugno 2014

Il Signore è Risorto, Alleluia!


Il tempo pasquale offre tantissime immagini molto concrete e crude per permettere di vivere  pienamente la  passione di Gesù Cristo nostro Signore. Il figlio di Dio sta soffrendo per i peccati, le debolezze, le cattiverie dell’ umanità e sale sulla croce da innocente per salvarla... chi può amare più di così!?
Anche la gioventù francescana ha vissuto profondamente questa settimana santa partecipando agli eventi di fede, presso il convento di S. Francesco e S. Antonio di Cava de’ Tirreni.
La settimana inizia con la Domenica delle Palme in cui si celebra l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, acclamato come Messia. «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20)
E noi siamo pronti ad aprire questa porta?
Lunedì, martedì e mercoledì si contempla il tradimento di Giuda che perde il più gran bene della sua vita per avidità o stoltezza. Giuda guadagna pochi soldi e perde in effetti, tutto. Gesù, invece, perde la vita e guadagna la Vita per sé e per i suoi fratelli.
Col giovedì ha inizio il triduo pasquale della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo. I gifrini, in tale occasione, hanno partecipato alla celebrazione della messa in  Coena Domini e alla Lavanda dei piedi, in cui si fa memoria dell’Eucarestia, del Sacerdozio e del Comandamento dell’Amore, non semplicemente ricordando ciò che è accaduto ma ritornando alla grazia di quell’evento, incontrando direttamente il Signore Gesù.
Gesù ci invita a pensare «Chi sono io dei Dodici?», «Sono forse Pietro, che non si sente degno nel farsi lavare i piedi da Lui? O Giovanni, che invece si lascia servire? O ancora Giuda, che si fa lavare nonostante il suo tradimento?». Gesù ci chiede quindi di rivederci in quei Dodici, meravigliarci davanti a Lui che si fa dono, fare esperienza della vita, uscire dalla depressione quotidiana e fare come Lui: amare e servire. La Celebrazione non si conclude con la Benedizione Finale ma con Gesù Eucarestia che viene deposto nell’altare della Reposizione.
Alcuni gifrini, insieme all’ Ordine Francescano Secolare, hanno animato l’ adorazione eucaristica, altri invece hanno partecipato alla processione dei “battenti” che ha attraversato il centro storico della città.
Venerdì Santo, nel primo pomeriggio si è svolto il rosario della Divina Misericordia per ricordare la morte di Gesù sulla Croce, mentre alle ore 18:00 è stato letto il Vangelo della Passione con l’ Adorazione della croce: adorare la croce vuol dire avvicinarsi a Cristo morto per noi, affidargli tutte le nostre croci. A seguire la Via Crucis.
Il Sabato Santo alle ore 22:00 inizia la veglia notturna, che S. Agostino definisce madre di tutte le veglie. La gioventù francescana ha animato questa liturgia così importante e così ricca di segni come la benedizione del fuoco,  l’ incisione della croce sul cero pasquale, la benedizione dell’ acqua.  È il giorno in cui Cristo ha vinto la morte, in cui bene e male si sono affrontati e Cristo vittorioso risorge dai morti e sconfigge le tenebre del male.
Per S. Francesco la Pasqua è l'occasione per cantare la vittoria del Signore sulla morte mediante il dono della vita. Nell'Ufficio della passione (FF 292-293), Francesco dedica un salmo intero a questa celebrazione della vittoria del Signore e alla sua accettazione nella storia della nostra salvezza: “Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha fatto cose meravigliose. Questo è il giorno fatto dal Signore: esultiamo in esso e rallegriamoci. Cantate inni al Signore.”

martedì 27 maggio 2014

Festa Regionale Gi.Fra - Hey Brother!

Il 1° Maggio si è svolta, come da tradizione, la festa regionale della Gioventù Francescana di Campania e Basilicata presso il parco Mercatello a Salerno, appuntamento pensato per condividere la bellezza del nostro essere francescani.
Il tema della giornata è stato: "HEY BROTHER! GI.FRA. SENZA FRONTIERE". Ognuno nella sua vita ha le sue frontiere, limiti personali, fragilità che spesso ostacolano il percorso verso gli altri e verso Dio. Questa giornata è stata pensata con l’obiettivo di abbattere ogni muro dell'egoismo, del potere, del vuoto interiore per andare incontro all'altro e portargli la luce di Cristo.
La festa è stata aperta a tutti i gifrini, al cui arrivo è stato dato loro il kit della giornata composto da: maglietta regionale dell’esperienza e un braccialetto identificativo; ogni responsabile delle fraternità ha ritirato un pacco numerato contenente una domanda che sarebbe servita durante la giornata. La festa è iniziata con balli e canti e soprattutto con un momento di preghiera.
La mattinata è entrata nel vivo con una serie di testimonianze di tre ospiti. Il primo era una donna invalida che ha narrato la sua esperienza professionale nonostante il suo vistoso handicap.
Il secondo era una figura molto nota ai ragazzi: il calciatore Christian Galliano. "Fin da giovane ho avuto una forte passione per il calcio che mi ha portato a dover compiere la prima scelta importante della mia vita all'età di 18 anni. Un club importante di calcio mi aveva proposto un'offerta di lavoro che accettai solo dopo forte indecisione e sofferenza, perchè così mi allontanavo dalla mia famiglia. Da quì ho iniziato la mia carriera di calciatore professionista che mi ha portato a militare in diverse squadre tra cui quella della mia città: il Benevento".
Christian ha sottolineato come il denaro prese il posto della sua passione per il calcio, infatti frequentava discoteche, night club, e il suo pensiero più importante era divertirsi.
Durante questo periodo "buio" avvertiva un malessere interiore che non riusciva a spiegare, finchè un giorno non trovò il coraggio di confessare questo problema alla fidanzata, che nonostante tutto gli era stato sempre accanto e che gli consigliò di fermarsi per cinque minuti davanti ad un crocifisso. Lui accettò il consiglio e si recò in una chiesa in cui trascorse tutta la giornata. Da quel momento l'incontro con il Signore gli ha cambiato la vita e ancora oggi continua a ringraziare la moglie per il consiglio datogli.
Oggi insieme hanno un bambino e Christian ha intrapreso il cammino francescano con il terzo ordine.
L'ultima testimonianza è stata fornita da un ex giocatore di basket: Gianluca, il quale a seguito di un incidente stradale avvenuto l'11 settembre 2004 è costretto sulla sedia a rotelle. La sua intervista ha seguito lo stile del programma "Affari tuoi", infatti i diversi pacchi, contenenti delle domande e consegnati ad inizio festa ad ogni fraternità, sono serviti per il gioco. Gianluca scegliendo dei pacchi ha risposto a delle domande sulla sua vita. Ha spiegato che nonostante si trovino difficoltà lungo il percorso della vita, con la forza di volontà e tanta fede tutto si riesce a superare.
Dopo il pranzo, nel pomeriggio i giovani sono stati divisi in gruppi secondo il braccialetto ricevuto all'arrivo. Ogni colore rappresentava una nazione e ha gareggiato a la parrocchia “Gesù Redentore“.


I limiti, a volte, possono anche essere delle opportunità. Anche San Francesco ce lo insegna, quando, abbracciando un lebbroso, da cui era sempre stato tenuto lontano da una personale e limitante repulsione, esclama: “E ciò che mi era amaro, mi venne mutato in dolcezza di anima e di corpo”. Rendere dolce ciò che è amaro, cercare un limite per provare, almeno a superarlo, per crescere nel Suo amore: è questo che come giovani francescani intendiamo e vogliamo testimoniare, non c’è frontiera che tenga davanti all’amore di Dio.

lunedì 12 maggio 2014

Festa Diocesana dei Giovani - Agerola 2O14

“ Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” ( Mt 5,3).  Ma che cosa significa essere beati? Beati vuole dire essere felici. Ditemi: voi aspirate davvero alla felicità? In un tempo in cui si è attratti da tante parvenze di felicità, si rischia di accontentarsi di poco, di avere un’ idea in “piccolo” della vita. Aspirate invece a cose grandi. Allargate i vostri cuori!”.
 Questo è il messaggio che il santo padre Papa Francesco  ha inviato ai giovani  in occasione della XXIX giornata mondiale della gioventù 2014. In comunione con la Chiesa  di Roma, ogni anno anche la Pastorale Giovanile della diocesi di Amalfi – Cava de’ Tirreni, sceglie un comune del proprio territorio per celebrare la Festa Diocesana dei  Giovani. Quest'anno è stata la volta di Agerola che, il 26 aprile 2014, ha accolto  giovani  e giovanissimi delle diverse realtà parrocchiali  nel suo centro Polifunzionale  mons. Andrea Gallo nella frazione Campora. Tenendo fede alle parole del Papa, tutti i ragazzi sono stati invitati ad interrogarsi sul tema “La chiave della felicità”.
Anche la Gioventù francescana di Cava de’ Tirreni ha partecipato attivamente alla realizzazione di questa festa in collaborazione con don Giuseppe Milo, parroco di Campora,  e con l’equipe di pastorale giovanile della diocesi. Alle ore 16.00  si parte con l’accoglienza di giovani e giovanissimi sulle note del canto dei Gen Rosso “ Un Fiume di felicità”, scelto come inno della giornata e animato dai ragazzi della Gi.fra e della parrocchia della SS. Annunziata. Dopo un caloroso benvenuto da parte del sindaco della città, è stato presentato l’ospite speciale della giornata: don Roberto Dichiera, che ha portato la sua testimonianza ai giovani. «La mia storia è composta da tante tappe - ha esordito - a dodici anni ho provato la prima sigaretta, a quattordici i superalcolici nelle discoteche. Ai miei dicevo che andavo a fare un giro in paese con gli amici e invece andavo a sballarmi». Dopo la terza Media, don Roberto non ha più voglia di studiare e si arrangia con qualche lavoretto, «giusto per tirar su due lire da spendere nel weekend». A diciassette anni le prime vacanze trasgressive in Riviera romagnola. «Era il 1991 - ha ricordato don Dichiera - eravamo a Riccione e la vacanza è stata un mix tra ragazze e spinelli».  A diciannove anni don Roberto parte per il servizio militare, in Veneto, ma la situazione non migliora. «Avevo la mia «roba» anche in caserma -  ha spiegato - bastava farla sparire nella spazzatura quando arrivavano le ispezioni e poi ripescarla, e il gioco era fatto. Poi, il venerdì, si tornava a casa in permesso e partiva il lungo fine settimana in discoteca». «Stavo bruciando nell’inferno -  ha continuato don Roberto - quando un giorno il Signore ha mandato un angelo a salvarmi, un angelo con le sembianze di una meravigliosa ragazza, Manuela».

Il sacerdote ha ripercorso ogni istante di quel fondamentale incontro: dallo scambio del numero di telefono all’ innamoramento. << All’inizio cercai di resistere, di restare quello che ero trascinando anche Manuela nel mio mondo fatto di sballo ed eccessi. Le raccontai tutto di me, le dissi che l’avrei fatta divertire. Ma c’era una forza strana in lei, qualcosa che mi diceva: “Roberto, non sarò io a seguire te. Semmai il contrario”». Il piano di Roberto infatti cambia. «La domenica - ha affermato - Manuela andava a messa, e questo succedeva anche quando andavo a dormire da lei a Bologna. Io non volevo fare quello che resta a letto a poltrire, così cominciai ad accompagnarla. Le prime volte restavo in fondo alla chiesa e pensavo: “Che noia”. Poi, con il passar dei mesi, presi a trascorrere quasi tutti i fine settimana da lei e la messa diventò una costante. Lo facevo per amore, certo, ma a poco a poco iniziai ad ascoltare l’omelia, a provare a schiudere le labbra nella preghiera: ma non me ne ricordavo una, era dai tempi della cresima che non dicevo un’Ave Maria». Don Roberto decide di confessarsi e ricevere la comunione. Da quel momento diventa un’altra persona. Nel 1996 don Roberto decide di diventare sacerdote. Da dieci anni vive a Roma nella comunità «Nuovi Orizzonti» ed è un sacerdote di strada, ossia si spende per evangelizzare le persone più lontane dalla fede. Si reca nei centri sociali e nelle discoteche per promuovere una serie di iniziative e per favorire l’ascolto delle persone.
Don Roberto si è soffermato su due puti fondamentali per la ricerca della felicità: la lettura del Vangelo e il perdono. Infatti Cristo è la via per raggiungere la felicità, come ci ricorda anche Giovanni Paolo II: “quando cercate la felicità è Cristo che cercate”; la felicità è raggiungibile attraverso il perdono di se stessi e degli altri.
I ragazzi sono intervenuti per porre a don Roberto le loro domande e le loro curiosità e testimoniando la loro esperienza di felicità.
A seguire c’ è stato un breve momento di preghiera con il saluto e l’intervento dell’arcivescovo mons. Orazio Soricelli, sempre presente alle iniziative giovanili, e con l’annuncio della prossima festa dei giovani che si svolgerà il 28 marzo 2015 nella parrocchia di santa Lucia di Cava de’ Tirreni.
Infine, come segno della giornata è stata consegnata ai ragazzi una“ chiave  della felicità“  con  delle frasi di Papa Francesco e Papa Giovanni Paolo II.
La festa si è conclusa con un abbondante buffet offerto dalla comunità di Campora, con balli e canti.

Se vi va di conoscere la nostra realtà vi aspettiamo al convento S. Francesco e S. Antonio ogni giovedì alle ore 20:00 oppure potete seguirci sulla pagina facebook “Gifra Cava dei Tirreni” o qui, sul sito internet. Pace e Bene!!!
#GiFraCava

martedì 15 aprile 2014

ESTRAZIONE UOVA DI PASQUA!

La Gioventù Francescana di Cava de' Tirreni ti invita all'estrazione di ben 2 Uova di coccolato il giorno 20 Aprile alle ore 20.30 presso la Saletta Ofs-GiFra al Convento San Francesco e Sant'Antonio di Cava de' Tirreni. 
Affrettati a comprare un biglietto, il tempo sta per scadere! 


Per info contattaci sul nostro profilo Facebook: GiFra Cava Dei Tirreni o manda un'email a gifracava@gmail.com