martedì 2 febbraio 2016

VEGLIA DI PREGHIERA PER LA PACE

La Gioventù Francescana di Cava de' Tirreni è lieta di invitarvi alla Veglia di Preghiera per la Pace - Vinci l'Indifferenza e conquista la Pace! 
Vi aspettiamo venerdì 5 febbraio alle ore 20.30 presso il Convento S. Francesco e S. Antonio.

lunedì 21 dicembre 2015

L'AVVENTO CHE NON TI ASPETTI

Molto spesso siamo inclini ad associare i mesi di dicembre, marzo o aprile con due eventi religiosi cardine della fede cattolica: la nascita di Gesù e la sua resurrezione. Quindi, anche i più diffidenti, concentrano la loro attenzione e i loro sforzi (fisici e mentali) sul Natale, con la caccia al regalo più raffinato e più bello, e sulla Pasqua, con la preparazione di abbondanti e ricche tavolate. Possiamo dire che i festeggiamenti, l'euforia, ma anche l'ansia per chi deve preparare al meglio il pranzo o la cena, di questi momenti prende il sopravvento su quello che è il vero significato del Natale o della Pasqua. La Chiesa definisce il periodo che precede il Natale (l'Avvento) e la Pasqua (la Quaresima) "periodi forti", periodi in cui l'animo umano viene messo a dura prova dalla fede, periodi di preparazione per il grande evento che sarà l'incarnazione di Dio Padre o la sconfitta della morte da parte di Gesù Cristo.  
Beh, da due anni ormai, tutto questo per la Gioventù Francescana di Cava de' Tirreni, ha assunto un carattere diverso: quando parliamo di Avvento o Quaresima non parliamo solo di meditazione o riflessione ma iniziamo a parlare di "incontro" e di "relazione". Sì proprio così, perché quando sentiamo parlare di Natale o di Pasqua tutti noi siamo portati a pensare alla famiglia che si riunisce, ai parenti che non vedevamo da tempo perché magari lontano da noi. La Famiglia Francescana allora vuole riunirsi, incontrare, relazionarsi anche lei, ma non con se stessa, ma con persone particolari, che purtroppo non hanno il privilegio di riunirsi con la loro di famiglia. È questo lo spirito che anima l'iniziativa "Mani tese Verso il Mondo": una serie di incontri, svolti nei momenti forti dell'Avvento e della Quaresima, in cui si entra in contatto con una realtà distante un palmo da noi, ma sulla quale preferiamo chiudere gli occhi forse perché ci vergogniamo o forse perché abbiamo il pregiudizio di dire "chill' è malamend, perciò sta la"; stiamo parlando dei detenuti.
Da pochi giorni Papa Francesco ha dato il via al Giubileo Straordinario della Misericordia, ma noi sappiamo veramente che significa? Perché si chiama proprio della Misericordia?
La parola Misericordia deriva dal latino miserere che vuol dire "aver pietà" e cor che significa "cuore", dunque portare il proprio cuore verso chi soffre, verso chi è in difficoltà, verso chi è povero. E proprio questo che la Gioventù Francescana di Cava de' Tirreni ha fatto, sabato pomeriggio 19 dicembre: portare il proprio cuore verso chi in quel caso soffriva di libertà, era "diversamente libero" come amano definirsi i detenuti dell'Istituto a Custodia Attenuata di Eboli per il Trattamento delle Tossicodipendenze e / o Alcoldipendenze.  
L'incontro si è svolto in un piccolo teatro curato ed abbellito dai detenuti stessi, i quali hanno parlato posizionandosi su un palco. Forse sarà l'unico luogo accessibile per svolgere questo incontro ma di certo non è il frutto di una coincidenza: sul palco ci vanno gli attori che recitano un copione scritto, che in qualche modo indossano una maschera. Quel pomeriggio invece le persone sul palco avevano ben poco a che fare con un copione o una trama già scritta da qualcun altro, con delle maschere, con delle finzioni, ma erano uomini veri, che hanno messo da parte orgoglio o vergogna mostrando come erano veramente, con pregi, difetti, con errori pesanti come macigni sulle loro spalle; ma  nonostante ciò hanno avuto il coraggio di raccontarsi a dei perfetti sconosciuti.
Le emozioni che affiorano nei nostri animi sono tra le più diverse ma sono tutte ugualmente forti, che non ti lasciano indifferente, che sconvolgono la tua quotidianità e le tue certezze mettendoti difronte qualcosa che non avevi mai visto prima, mettendoti difronte persone segnate da un passato difficile, una realtà dolorosa che non ti lascia scelta, non c'è alternativa di vita. Spesso ci dimentichiamo la ricchezza che possediamo e, sentendo le testimonianze dei detenuti, capisci che sei fortunato. Non stiamo parlando di ricchezza materiale o di soldi, ma di qualcosa che è ben più prezioso: l'affetto di una mamma e di un papà, la gioia dei fratelli e delle sorelle, l'entusiasmo di amici e conoscenti. Tutte cose che non si possono comprare con i soldi; lo sanno bene loro che significa crescere senza un padre o una madre, avere una fidanzata per la quale si comprano i più bei beni che si possano avere ma che poi manca quel sentimento vero che fa da collante, ovvero l'amore. Sanno bene cosa si prova quando si è costretti a far parte di una "squadretta" con obblighi ben precisi, che vanno rispettati anche quando ti tremano le mani dalla paura.
Siamo fortunati a possedere forse il bene più prezioso di tutti, la LIBERTA', ma ce ne ricordiamo soltanto quando ci viene tolto o quando è in pericolo. La libertà ci viene tolta non soltanto quando siamo dietro le sbarre, ma ogni qual volta ci incateniamo all'odio, all'egoismo, alla rigidità di cuore. Ecco allora che ci viene in soccorso il Papa fornendoci la soluzione: "La speranza nella misericordia di Dio apre gli orizzonti e ci rende liberi".

lunedì 7 dicembre 2015

IN VIAGGIO CON TE

Domenica 22 Novembre, nella solennità di Cristo Re dell’ Universo, la Gifra di Cava dei Tirreni, presso il Santuario di San Francesco e Sant'Antonio ha vissuto il rito della Promessa e dell'Accoglienza.
La Santa Messa delle ore 20:00, presieduta da Fra Pietro Isacco e Padre Candido del Pizzo si è svolta normalmente fino all'omelia, durante la quale Fra Pietro ha invitato tutti i presenti ad essere cristiani sempre gioiosi e amorevoli verso il prossimo.
Infatti è proprio sull'amore verso l'altro che ha voluto  focalizzare l'attenzione,  invitando i fedeli  a guardare negli occhi la persona che sedeva loro accanto e a dirgli "TI AMO", proprio perché il Signore invita ad AMARE l'altro.  Amare non è privazione, ma libertà, rispetto e sostegno per il fratello.
Dopo l'omelia, che ha suscitato qualche sorriso e molta riflessione nei presenti, la Presidente della Fraternità ha chiamato i candidati alla Promessa, che alzandosi in piedi, pronunciando con enfasi il loro “Eccomi” si sono avvicinati all'altare, promettendo di ‹‹vivere la loro giovinezza sull'esempio del mite Poverello d'Assisi, e avendo l’Eucarestia come centro, il Vangelo come guida, la Chiesa come Madre e i poveri e gli ultimi come fratelli››.
A seguire, il rito dell'Accoglienza dove nuovi gifrini si sono impegnati a vivere il cammino francescano.
Come ultimo gesto, Fra Pietro ha consegnato ad ognuno dei gifrini il tau, che San Francesco d’Assisi, per la somiglianza alla croce scelse come segno, tanto che esso occupò un posto rilevante nella sua vita come pure nei gesti. In lui il vecchio segno profetico si attualizza, si ricolora, riacquista la sua forza salvatrice ed esprime la beatitudine della povertà, elemento sostanziale della forma di vita francescana.
Al rito è seguito il momento dell’offertorio e sono stati portati all’altare il pane e il vino, segni dell’amore di Cristo, che si dona totalmente a noi, e il Tau. Con tale sigillo, san Francesco si firmava ogniqualvolta o per necessità o per spirito di carità, inviava qualche sua lettera (FF 980). Così il Tau, che ha alle sue spalle una solida tradizione biblico-cristiana, fu accolto da San Francesco nel suo valore spirituale e il Santo di Assisi se ne impossessò in maniera così intensa e totale sino a diventare lui stesso, attraverso le stimmate nella sua carne, al termine dei suoi giorni, quel Tau vivente che egli aveva così spesso contemplato, disegnato, ma soprattutto amato.
I
gifrini hanno concluso questo momento gioioso ed intenso con i festeggiamenti insieme ai familiari e a tutta la comunità francescana, condividendo la gioia dell'essere fratelli con abbracci e con alcune riflessioni:

Rosanna:
“Quest'anno ho rinnovato la Promessa per la quarta volta e ogni anno provo qualcosa di indescrivibile, ansia unita a gioia e responsabilità. Ansia perché si è agitati, responsabilità perché ci impegniamo a prenderci cura dei fratelli che il Signore ci ha messo e ci metterà accanto, gioia perché quando si tratta del Signore si è contenti a prescindere, è un porto sicuro dove la tempesta si trasforma in quiete, sempre! Rinnovare la Promessa è un po' come la Cresima, una conferma di ciò che si è fatto e che si continuerà a fare per il Signore e per i Fratelli”.


Simona: “ Per me è stata la prima promessa, un'esperienza nuova e molto emozionante. Non nascondo di aver avuto un po' di paura nel fare questo passo così importante, soprattutto quella di non essere in grado di fare questa scelta. Subito dopo i miei timori sono svaniti e sentivo di aver testimoniato, nel mio piccolo, l'amore di Dio con la mia vita. Spero di continuare questo cammino e avere sempre la forza di superare le difficoltà che incontrerò lungo la strada, crescendo sempre di più insieme alla mia fraternità.”

Anna: “Quest’anno, per la prima volta, ho vissuto il rito della promessa da presidente di questa fraternità. Chiamare ogni gifrino per nome, guardare ognuno di loro negli occhi, ha assunto un significato speciale. La fraternità è un dono che il Signore ci aiuta a sperimentare ogni giorno….la fraternità va coltivata, custodita e amata. Essa diventa parte della vita e come dice san Paolo siamo le membra di un unico corpo in cui ognuna ha bisogno dell’altra.
Auguro a tutti i gifrini un buon viaggio, con la speranza che il cuore sia il loro unico bagaglio e che ritorni ricolmo dei colori più belli delle loro emozioni. Auguro loro di godersi il cammino con la curiosità e la gioia di chi sta imparando a camminare, ma soprattutto di ricordare tutto quello che i loro occhi riusciranno a vedere.”


Il Signore
anche quest'anno ci ha donato nuovi gifrini, intenti a intraprende insieme a noi con impegno e letizia il cammino francescano.
Se anche tu vuoi camminare insieme a noi e a San Francesco, ti aspettiamo ogni giovedì per l'incontro di formazione alle 20:30 presso la saletta OFS-Gifra al Convento San Francesco e Sant'Antonio e alla Santa Messa domenicale alle ore 19:00.

sabato 3 ottobre 2015

OFS E GIFRA CUSTODI DEL CREATO

Il 20 settembre non è stata una domenica come le altre, trascorse all’insegna del riposo e del relax, ma è accaduto qualcosa di diverso: l’Ordine Francescano Secolare e la Gioventù Francescana di Cava de’ Tirreni si sono dati da fare per mettere in piedi “La Giornata per la Salvaguardia del Creato”. Si tratta di una manifestazione giunta alla sua terza edizione con la quale si vuole contribuire in modo attivo per la sensibilizzazione della città sui temi ambientali.
Questo evento prende vita in occasione della Giornata Mondiale per la Salvaguardia del Creato indetta dalla Chiesa Cattolica il 1° settembre di ogni anno e fonda il suo presupposto sulla via tracciata con insistenza dal Santo Padre Francesco con la sua Lettera Enciclica “Laudato sì” sulla Cura della Casa Comune.
Lo slogan pensato per questa giornata è stato: “Sono le menti a dare forma al mondo” il quale racchiude la vera essenza della giornata stessa: a tutti noi è stata affidata la cura della Casa Comune, se la rispettiamo e la curiamo essa ci ricambierà con ogni bene.
La giornata prende il via con una conferenza coordinata dal giornalista Niccolò Farina alla quale prendono parte il ricercatore storico e giornalista Livio Trapanese, il Vice Sindaco ed Assessore all’ Ambiente Nunzio Senatore, la storiografa ed attivista C. A. I. Lucia Avagliano, il presidente  di Legambiente Cava de’ Tirreni Attilio Palumbo, il Ministro dell’Ordine Francescano Secolare Giuseppe Trapanese e la presidente della Gioventù Francescana Anna Franco.
Dopo una breve introduzione iniziale a cura di Niccolò Farina, la conferenza entra nel vivo con la testimonianza di Livio Trapanese sul clima che si respirava in città negli anni passati, un clima meno frenetico dei giorni nostri in cui le relazioni solidali tra le persone ne facevano da insegna e buon costume. La parola è poi passata a Lucia Avagliano (CAI Cava) la quale non ha esitato nel sottolineare come nella nostra cittadina esistono luoghi stupendi di cui molto spesso tutti noi non ne siamo neppure a conoscenza; uno su tutti è stato citato il sentiero che collega Monte Castello con la Chiesa di Santa Maria al Toro, una delle più antiche chiesette sorte a Cava de’ Tirreni ma che per molti è del tutto sconosciuta. In seguito è intervenuto il Ministro del Terzo Ordine Francescano  Secolare Giuseppe Trapanese sottolineando l’enorme differenza che si trova passeggiando lungo il corso della nostra cittadina rispetto a quello di una grande città come Torino, volta soprattutto ad evidenziare la differenza di mentalità della popolazione che vi abita. Inoltre il Ministro si è soffermato anche sull’importanza di valorizzare il territorio artistico-ambientale che ci circonda ribadendo la bellezza naturale della valle in cui siamo immersi. Dopo questo intervento, è il turno del Vice Sindaco Nunzio Senatore il quale tende a sottolineare l’impegno assunto dalla appena nata Giunta Comunale, guidata dal neo sindaco Vincenzo Servalli, e da egli stesso in qualità di Assessore all’ Ambiente, nel premere sulla Raccolta Differenziata come strumento di civiltà. Il Vice Sindaco ha poi riproposto l’iniziativa della Giunta Comunale di incrementare i controlli nelle aree di conferimento, prevedendo una multa per i soggetti colti nell’errato conferimento dei rifiuti, ma aggiungendo che tali strumenti sono inefficaci  se non accompagnati da un’ inversione di tendenza nella sensibilità dei cittadini.
Al termine della conferenza, la giornata ha assunto una piega più operativa grazie all’entusiasmo e alla semplicità dei bambini accorsi al parco per i quali sono state pensate diverse attività dai Giovani Francescani. Per rompere un po’ il ghiaccio è stata messa in scena una storia sulla città di “Pulilandia” nella quale i bambini hanno avuto l’importante compito di pulirla. Grazie all’aiuto di 3 amici contenitori (Carta, Plastica ed Indifferenziato) i bambini hanno saputo riconoscere i rifiuti e collocarli nel giusto contenitore. Dopo la raccolta dei rifiuti si  è passati all’attività di riciclo suddivisa in due laboratori: nel primo si è mostrato come poter riciclare la carta per poterla riutilizzare di nuovo; il secondo invece ha avuto ad oggetto la plastica ed in particolare si è mostrato loro come passare da una bottiglia vuota ed inutile ad un vaso nel quale collocare il terreno per poter seminare e dar vita ad una nuova piantina, da portare a casa come ricordo della giornata.

Come da quei semi spunterà una piantina, così speriamo di aver seminato, in questa giornata ricca di eventi, un sentimento di responsabilità  ispirato alla custodia del creato, perchè  il Creato è  specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino. 

giovedì 17 settembre 2015

Giornata per la Salvaguardia del Creato

"Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre terra..." cosi San Francesco lodava il Signore nel cantico delle creature per averci dato la madre terra che noi tutti abbiamo l'obbligo civile e morale di risperttare, custodire e preservare.
“Sono le menti a dare forma al mondo“, con questo slogan la Gioventù Francescana e l'Ordine Francescano Secolare di Cava de' Tirreni sono lieti di invitarvi a vivere una giornata all'insegna della salvaguardia del creato, domenica 20 settembre ore 9:30 presso il parco Schwerte.
Vi Aspettiamo!

lunedì 14 settembre 2015

CAMPO ESTIVO 2015: "IL SIGNORE MI DONO' DEI FRATELLI"

Fraternità: dono e prova, questo il tema che ha accompagnato noi giovani della Gioventù francescana di Cava de’ Tirreni nell’esperienza del campo estivo vissuta  dal 20 al 23 agosto 2015 presso il Santuario della Madonna della Libera di Castellammare di Stabia.

Trattare il tema della fraternità appare sempre importante poiché rappresenta il nostro stile di vita; ci siamo chiesti se veramente essa è presente nella nostra quotidianità e che senso le diamo.

Punto di partenza una semplice frase: “Il signor mi donò dei fratelli”, tratta dal testamento di San Francesco,  che racchiude in sé un immenso significato.  Nel suo modo di esprimersi, il fraticello di Assisi lascia trasparire la sorpresa dinanzi alla venuta dei primi frati e al contempo ci manifesta  quanto intimamente egli lo desiderasse.
Anche a noi il Signore dona dei fratelli, ce li pone accanto e ci chiede di accoglierli con i loro pregi e il loro difetti; ognuno possiede delle qualità uniche e diverse che permettono di completarsi nell’insieme della fraternità, così come San Francesco ricorda:

 "... sarebbe buon frate minore colui che riunisse in sè  la vita e le attitudini dei seguenti santi frati: la fede di Bernardo, che la ebbe perfetta insieme con l'amore della povertà; la semplicità e la purità di Leone, che rifulse veramente di santissima purità, la cortesia di Angelo, che fu il primo cavaliere entrato nell'Ordine e fu adorno di ogni gentilezza e bontà, l'aspetto attraente e il buon senso di Masseo, con il suo parlare bello e devoto; la mente elevata nella contemplazione che ebbe Egidio.."  [cap. 85: FF 1782].

 Vivere la fraternità ci mette anche alla prova: accogliere l’altro non è facile. L’altro è una sfida, si impone con la sua presenza, costringe a ripensare ai propri piani, ad allargare i confini fino ad abbatterli. La relazione con l’altro è difficile, anche quando quel fratello o quella sorella la conosciamo da sempre, a volte a causa di giudizi e pregiudizi che generano “conflitti” per l’affermazione del proprio io e del proprio spazio. La fraternità si offre come opportunità per ascoltare noi stessi e gli altri. Riscoprire l’altro  ci rende disponibili all’incontro; attraverso la parabola del buon samaritano (Lc 10, 25-37) che ha compassione dell’uomo vittima dei briganti, che gli fascia le ferite, abbiamo ribadito che la fraternità non nasce dalla “selezione”, ma dall'accoglienza gratuita di coloro che ci sono stati donati: nella fraternità il fondamento della relazione non è l'elezione, ma l'accoglienza .

L'invito ad accogliere l’altro è stato ulteriormente sottolineato ascoltando ed evidenziando le frasi più significative della nota canzone "Benvenuto" di Laura Pausi.

"Benvenuto a chi sorride, a chi lancia sfide", perché  ci aiutano ad uscire dai nostri schemi mentali chiusi e ad assumerci le responsabilità; "benvenuto a chi non cambierà mai e benvenuto a un musicista...agli accordi che diventano i miei", accogliere l'altro, provando le sue stesse emozioni e alleviando le sue sofferenze.

 Giorni indimenticabili, trascorsi fra risate, momenti di preghiera, momenti di confronto, ascolto e dialogo.

Infine un’ultima riflessione sul senso della fraternità attraverso una piccola storia:

"Un giorno Padre Galaction pose questa domanda a un eremita che aveva incontrato per caso nella foresta: «Ditemi, Padre, quando verrà la fine del mondo?». E quel sant'uomo, sospirando rispose: «Lo vuoi sapere, Padre Galaction?... Quando non ci sarà più sentiero tra l'uomo e il suo vicino»”.

In queste parole troviamo una definizione del senso della vita fraterna: quando gli uomini pretenderanno di vivere dietro steccati egoistici, chiuderanno i cuori l'uno nei confronti dell'altro, si scorderanno l'amore, il servizio reciproco, la comunione, la vita si svuoterà di senso, il mondo sarà giunto alla sua fine.

La bellezza della fraternità sta proprio nella diversità che si trasforma in forza e non in difficoltà.

mercoledì 17 giugno 2015

“… Io ho scelto voi” - Capitolo Elettivo

La vita della fraternità è scritta in un grande libro in cui le pagine non sono tutte uguali: ci sono pagine piene, intense, pagine meno ricche e pagine vuote che attendono di essere riempite. La storia della fraternità è fatta dalle storie scritte da ciascuno che si intersecano in quel vissuto diventando un bagaglio prezioso per chi sarà chiamato a scrivere una storia che continua… E infatti il 4 giugno 2015 presso il convento di San Francesco e Sant’Antonio di Cava de’ Tirreni, la fraternità ha vissuto il momento del capitolo elettivo.  Alcuni volti tradivano segni di una leggera tensione, inevitabile in circostanze così importanti, tuttavia tutti ben consapevoli che quello che sarebbe accaduto non sarebbe stato nient’altro che la Sua volontà. Ed è proprio questo che ha ricordato Fra Pietro Isacco, assistente regionale della gioventù francescana di Campania e Basilicata, in apertura del capitolo, sottolineando i compiti e le responsabilità affidate al consiglio per essere guida della fraternità. E sulla scia di questo spirito di affidamento è iniziato il momento di preghiera, seguito dalla lettura della relazione di fine mandato da parte del consiglio uscente. Sono intervenuti anche Padre Candido del Pizzo e Suor Flavia Maria Di Pietro, assistenti spirituali locali.
A questo punto si è passati alla votazione diretta dal presidente regionale Antonio Obid, dalla consigliera fraterna Stefania Scalea e da Fra Pietro Isacco, avvalendosi dell’aiuto di due gifrini, Davide Bisogno e Simona Sergio, come scrutatori. L’esito delle votazioni ha delineato un consiglio così formato: Anna Franco nel ruolo di presidente, Antonio Massa nel ruolo di vicepresidente, Marcella Siani, Federica Benvenuto e Maria Gabriella Roma nel ruolo di consiglieri.
Tutti coloro che sono stati chiamati a servizio della fraternità hanno pronunciato il loro sì sentendosi chiamati dal Signore che dice: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv. 15-9,17).

Tutti sono pronti ad affrontare questo cammino con fede, gioia, speranza, umiltá e coraggio, mettendosi al servizio dei fratelli e affidandosi al Signore nella preghiera, per ricevere forza nei momenti di difficoltá e per operare per mezzo di Lui.