sabato 4 ottobre 2014
San Francesco 4.1O.14
giovedì 4 settembre 2014
“LA BELLEZZA DEL CORAGGIO”
Il
sostantivo coraggio risulta a noi una parola astratta, ma in realtà è più
concreta di quanto pensiamo: una buona dose di coraggio la impieghiamo infatti
in tutte le nostre azioni quotidiane, nelle nostre scelte, nelle relazioni con
gli altri. Tanti sono gli esempi di uomini e donne coraggiosi, ma l’esempio più
vicino a noi è quello di San Francesco, umile fraticello di Assisi di cui noi
seguiamo le orme; quest’ ultimo ha mostrato coraggio nelle scelte quotidiane
vivendo pienamente in Vangelo, scegliendo una vita priva di ricchezze per
abbracciare Madonna povertà; ha avuto coraggio nell’ avere un colloquio con il
sultano creando un dialogo religioso o
nell’ approvazione della regola.
“La bellezza del coraggio” è stata proprio
la tematica che ha accompagnato noi giovani francescani nel vivere, dal 22 al
24 agosto 2014, il campo estivo della GIFRA presso il Santuario della Madonna
della Libera a Castellammare di Stabia. Ci siamo soffermati su tre aspetti del
coraggio:
- il coraggio dl quotidiano
- il coraggio di affidarsi
- il coraggio di affidarsi
- il coraggio di amare
Con il coraggio del quotidiano abbiamo
voluto mettere in evidenza come il Signore non ci chieda azioni eroiche, ma
“coraggi quotidiani”. Il coraggio dei piccoli passi, non l’evento storico o il
grande gesto. Il coraggio è caricarsi di fatica, caricarsi lo zaino di tutte
quelle sfaccettature imprevedibili della vita.
Con il coraggio di affidarsi abbiamo
riscoperto il valore della fiducia e quanto essa si intrecci profondamente con
la vita dei giovani: ciò emerge dal forte desiderio di avere persone accanto di
cui potersi fidare fino in fondo e, nel contempo, di guadagnarsi la fiducia
altrui. Fidarsi e affidarsi ad altre persone richiede comunque una buona dose
di coraggio. I giovani ne sono capaci? Per noi cristiani poi il valore
dell’affidarsi assume un significato tutto speciale:Gesù, infatti, il nostro
modello ed e nelle sue mani che vogliamo mettere la nostra esistenza.Guardare a
Gesù in tale prospettiva, per un giovanissimo, può non essere semplice, eppure
abbiamo tanti esempi luminosi digiovani che si sono lasciati abbracciare e
guidare da Lui. Scegliere Gesù e decidere di seguirlo può si costare fatica ma
euna scelta in controtendenza che, come dice Papa Benedetto,non toglie nulla ma
anzi dona tutto. La fiducia in Gesù vadunque alimentata attraverso una
relazione costante. La preghiera, l’ascolto fedele della Parola, il
discernimento, l’accompagnamento spirituale, la vita della Chiesa, la carità,sono
strumenti che ravvivano l'amicizia con il Signore e ildesiderio di affidarsi a
Lui.
Infine, con il coraggio di amare abbiamo voluto aiutare i
giovani a trovare il coraggio di lasciarsi conoscere e amare dagli altri per
quello che sono con le proprie povertà e le proprie ricchezze; e ad amare gli
altri senza giudicarli o idealizzarli a priori, ma accogliendone qualità e
fragilità.
I giovani vivono tante relazioni, più o meno profonde e significative. Ma si sentono amati davvero? E, soprattutto, hanno il coraggio di aprirsi agli altri senza maschere riconoscendo e mostrando tutte le loro sfaccettature, sia quelle di cui vanno orgogliosi, sia quelle che più temono? Solo così, infatti, permetteranno agli altri di conoscerli veramente e di poterli amare per quello che sono.
I giovani vivono tante relazioni, più o meno profonde e significative. Ma si sentono amati davvero? E, soprattutto, hanno il coraggio di aprirsi agli altri senza maschere riconoscendo e mostrando tutte le loro sfaccettature, sia quelle di cui vanno orgogliosi, sia quelle che più temono? Solo così, infatti, permetteranno agli altri di conoscerli veramente e di poterli amare per quello che sono.
Allo stesso tempo l'amore chiede qualcosa anche a ciascuno
di noi: non solo infatti lo riceviamo dagli altri e da Dio, ma esso ci impegna
in prima persona ad essere capaci di amare. Amare, però, significa andare in
profondità, vincendo la tentazione di fermarci ad una conoscenza superficiale
di chi abbiamo accanto, ma impegnandoci a coglierne anche i lati meno evidenti,
senza paura discoprirne sia le qualità che le piccole povertà.
giovedì 17 luglio 2014
“Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!”
Domenica 22 giugno 2014 si è
festeggiato il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come
segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla
croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Per questa occasione i
gifrini hanno partecipato alla S. Messa del Corpus Domini alle ore 18.00 presso
il Duomo di Cava de’ Tirreni. Gesù non si ferma
qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la
testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano:
“Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26).
Al termine della celebrazione hanno preso parte alla solenne
processione che ha attraversato il centro storico della città. Alle ore 21.30
c’è stato il ritorno in Duomo con la solenne benedizione del vescovo Mons.
Orazio Soricelli.
S. Antonio 2O14
Anche quest’anno i giovani della Gioventù Francescana di
Cava dei Tirreni hanno dato il loro contributo in convento per la festa di
Sant'Antonio, che ha avuto inizio martedì 10 giugno ed è terminata lunedì 16
giugno. La loro presenza dal primo all'ultimo giorno non è mai mancata, sia nel
banco gastronomia, sia in particolari celebrazioni sia in attività varie. In
particolare, martedì 10, giornata dedicata ai bambini, i nostri Araldini hanno
animato la celebrazione eucaristica delle ore 19:00 con canti e offertorio. “Voi
siete il sale della terra”, accompagnati dalle parole del Vangelo, i piccoli
della famiglia francescana hanno dato testimonianza del loro modo di seguire Cristo,
ovvero sulle orme di S. Francesco, e hanno pregato il Signore affinché con le
loro opere possano dare sapore alla propria vita ed essere portatori di luce
nel mondo. Giovedì 12 giugno, vigilia della festa di Sant’Antonio, è tradizione
che da ogni frazione della città partano gruppi di pellegrini portando in
processione statue o quadri del santo verso il convento francescano. Alcuni dei
gifrini hanno partecipato a questi piccoli pellegrinaggi e una volta giunti
tutti i gruppi in piazza San Francesco, si è celebrata la S. Messa del
Pellegrino a cui hanno partecipato tutte le frazioni venute in processione. Al
termine dell’ultima celebrazione, è iniziata un’adorazione notturna con
l’esposizione del SS. Sacramento e la chiesa è rimasta aperta tutta la notte
per aspettare il giorno della festa.
Venerdì 13, a partire dalle prime ore della mattina, i
gifrini si sono recati al convento per imbustare il pane da distribuire ai
fedeli, come da tradizione, durante la giornata. In questa giorno tutta la
famiglia francescana condivide la grande gioia per la festa trascorrendo
insieme l’intera giornata. Nel pomeriggio i ragazzi hanno animato la
celebrazione delle ore 18:00. Il 14 giugno alle ore 19, i gifrini hanno
partecipato alla processione in onore di Sant’Antonio, che ha attraversato il
centro storico della città per poi ritornare al convento e assistere ai grandi
fuochi d'artificio delle ore 23.00. Domenica 15 giugno, giornata dedicata ai
giovani, la Gioventù francescana ha animato con canti, offertorio e letture la
celebrazione delle ore 19.00 e a seguire ha assistito al concerto in piazza di Frà Alessandro, un frate dalla voce divina. I festeggiamenti si sono conclusi lunedì 16 giugno
in attesa della festa del prossimo anno.
sabato 7 giugno 2014
LA GIFRA IN CONCERTO - San Filippo Neri: il santo della gioia. Concerto presso la basilica della Madonna dell’Olmo.
Domenica 25 maggio presso la basilica
della Madonna dell’Olmo si è svolto un concerto in onore di San Filippo Neri,
la cui memoria ricorre il 26 maggio. Egli fu un sacerdote italiano, venerato
come santo dalla Chiesa
cattolica. Fiorentino d'origine, si trasferì, ancora molto giovane, a Roma, dove decise di
dedicarsi alla propria missione evangelica in una città corrotta e pericolosa,
tanto da ricevere l'appellativo di «secondo apostolo di Roma». Radunò attorno a
sé un gruppo di ragazzi
di strada, avvicinandoli alle celebrazioni liturgiche e facendoli divertire, cantando e
giocando senza distinzioni tra maschi e femmine, in quello che sarebbe, in
seguito, divenuto l'Oratorio, ritenuto e proclamato come vera e propria
congregazione da papa Gregorio XIII nel 1575. Per il suo carattere burlone, fu anche chiamato il «santo della gioia» o il «giullare di Dio».
Il concerto ha inizio alle ore 21:00 con una presentazione, da parte di Padre
Candido del Pizzo, frate presso il convento S. Francesco e S. Antonio, dei cori
partecipanti, che il collaborazione con don Giuseppe Ragalmuto, sacerdote della
Madonna dell’ Olmo, ha organizzato questo evento. Il primo coro a esibirsi è
stato quello della Madonna dell’ Olmo guidato dall’ organista Valerio e dal
maestro Maurizio; a seguire quello della Divina Provvidenza, guidato da padre
Candido del Pizzo e accompagnato dall’organista Ida Della Rocca, e infine il
coro della GiFra, soprannominato coro “Arcobaleno” per le magliette colorate
indossate durante l’evento. I gifrini, inclusi due araldini, i fratelli più
piccoli della famiglia francescana, hanno eseguito tre canti: Madre dell'alba, il
Magnificat di Frisina e Ave Maris Stella, riscuotendo grande successo. Tutto è
stato reso possibile grazie alla
direzione e all'accompagnamento dell'organista e gifrina Ida Della Rocca, che
con grande pazienza e maestria ha
aiutato i ragazzi a prepararsi per questo evento. Alla fine del concerto padre
Candido ha voluto omaggiare i presenti con un canto improvvisato che ha visto
la partecipazione dei tre cori e dell’assemblea partecipante.
Molta ansia e paura di sbagliare aleggiava dietro le quinte, ma i ragazzi si sono fatti forza a vicenda, consapevoli che i loro canti erano doni per il Signore.
Con queste poche righe la Gioventù Francescana di Cava de’ Tirreni vuole ringraziare quanti hanno partecipato e assistito al concerto. Un sentito ringraziamento va alla comunità della Madonna dell’Olmo, a Don Giuseppe Ragalmuto, a Padre Candido Del Pizzo, a Ida Della Rocca e, in particolare, un grazie ai giovani della parrocchia della SS. Annunziata per la loro presenza.
Molta ansia e paura di sbagliare aleggiava dietro le quinte, ma i ragazzi si sono fatti forza a vicenda, consapevoli che i loro canti erano doni per il Signore.
Con queste poche righe la Gioventù Francescana di Cava de’ Tirreni vuole ringraziare quanti hanno partecipato e assistito al concerto. Un sentito ringraziamento va alla comunità della Madonna dell’Olmo, a Don Giuseppe Ragalmuto, a Padre Candido Del Pizzo, a Ida Della Rocca e, in particolare, un grazie ai giovani della parrocchia della SS. Annunziata per la loro presenza.
Alzata del panno di S. Antonio
In occasione
dei festeggiamenti di Sant’Antonio (13 giugno 2014), il giorno 13 maggio 2014,
ad un mese dalla festa, è stata
celebrata la santa messa in onore del santo.
Alle ore 20.00 i gifrini hanno
partecipato vivamente alla processione, per le strade del corso della città,
durante la quale viene portato il panno del santo. Al termine della processione
il panno è stato innalzato sulla facciata della chiesa, acclamato con esultanza
dai presenti e con fuochi d'artificio. Così è stato dato avvio ai
festeggiamenti in onore di Sant'Antonio che si svolgeranno dal 10 al 16 giugno.
lunedì 2 giugno 2014
Il Signore è Risorto, Alleluia!
Il tempo
pasquale offre tantissime immagini molto concrete e crude per permettere di
vivere pienamente la passione di Gesù Cristo nostro Signore. Il
figlio di Dio sta soffrendo per i peccati, le debolezze, le cattiverie dell’
umanità e sale sulla croce da innocente per salvarla... chi può amare più di
così!?
Anche la gioventù francescana ha vissuto
profondamente questa settimana santa partecipando agli eventi di fede, presso il
convento di S. Francesco e S. Antonio di Cava de’ Tirreni.
La settimana inizia con la Domenica delle
Palme in cui si celebra l'entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme, acclamato
come Messia. «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e
mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3,20)
E noi siamo pronti ad aprire questa
porta?
Lunedì, martedì e mercoledì si contempla
il tradimento di Giuda che perde il più gran bene della sua vita per avidità o
stoltezza. Giuda guadagna pochi soldi e perde in effetti, tutto. Gesù, invece,
perde la vita e guadagna la Vita per sé e per i suoi fratelli.
Col giovedì ha inizio il triduo pasquale
della Passione, Morte e Resurrezione di Cristo. I gifrini, in tale occasione, hanno
partecipato alla celebrazione della messa in Coena Domini e alla Lavanda dei piedi, in cui si fa memoria dell’Eucarestia, del
Sacerdozio e del Comandamento dell’Amore, non semplicemente ricordando ciò che
è accaduto ma ritornando alla grazia di quell’evento, incontrando direttamente
il Signore Gesù.
Gesù ci invita a pensare «Chi sono io dei Dodici?»,
«Sono forse Pietro, che non si sente degno nel farsi lavare i piedi da Lui? O
Giovanni, che invece si lascia servire? O ancora Giuda, che si fa lavare
nonostante il suo tradimento?». Gesù ci chiede quindi di rivederci in quei
Dodici, meravigliarci davanti a Lui che si fa dono, fare esperienza della vita, uscire dalla depressione quotidiana e
fare come Lui: amare e servire. La Celebrazione non si conclude con la
Benedizione Finale ma con Gesù Eucarestia che viene deposto nell’altare della Reposizione.
Alcuni gifrini, insieme all’ Ordine Francescano Secolare,
hanno animato l’ adorazione eucaristica, altri invece hanno partecipato alla processione dei “battenti” che ha
attraversato il centro storico della città.
Venerdì Santo, nel primo pomeriggio si è
svolto il rosario della Divina Misericordia per ricordare la morte di Gesù
sulla Croce, mentre alle ore 18:00 è stato letto il Vangelo della Passione con
l’ Adorazione della croce: adorare la
croce vuol dire avvicinarsi a Cristo morto per noi, affidargli tutte le nostre
croci. A seguire la Via
Crucis.
Il Sabato Santo alle ore 22:00 inizia la
veglia notturna, che S. Agostino definisce madre di tutte le veglie. La
gioventù francescana ha animato questa liturgia così importante e così ricca di
segni come la benedizione del fuoco, l’
incisione della croce sul cero pasquale, la benedizione dell’ acqua. È il giorno in cui Cristo ha vinto la morte,
in cui bene e male si sono affrontati e Cristo vittorioso risorge dai morti e
sconfigge le tenebre del male.
Per S. Francesco la
Pasqua è l'occasione per cantare la vittoria del Signore sulla morte mediante
il dono della vita. Nell'Ufficio della passione (FF 292-293), Francesco dedica
un salmo intero a questa celebrazione della vittoria del Signore e alla sua
accettazione nella storia della nostra salvezza: “Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha fatto cose meravigliose.
Questo è il giorno fatto dal Signore: esultiamo in esso e rallegriamoci.
Cantate inni al Signore.”
Iscriviti a:
Post (Atom)



