sabato 3 ottobre 2015

OFS E GIFRA CUSTODI DEL CREATO

Il 20 settembre non è stata una domenica come le altre, trascorse all’insegna del riposo e del relax, ma è accaduto qualcosa di diverso: l’Ordine Francescano Secolare e la Gioventù Francescana di Cava de’ Tirreni si sono dati da fare per mettere in piedi “La Giornata per la Salvaguardia del Creato”. Si tratta di una manifestazione giunta alla sua terza edizione con la quale si vuole contribuire in modo attivo per la sensibilizzazione della città sui temi ambientali.
Questo evento prende vita in occasione della Giornata Mondiale per la Salvaguardia del Creato indetta dalla Chiesa Cattolica il 1° settembre di ogni anno e fonda il suo presupposto sulla via tracciata con insistenza dal Santo Padre Francesco con la sua Lettera Enciclica “Laudato sì” sulla Cura della Casa Comune.
Lo slogan pensato per questa giornata è stato: “Sono le menti a dare forma al mondo” il quale racchiude la vera essenza della giornata stessa: a tutti noi è stata affidata la cura della Casa Comune, se la rispettiamo e la curiamo essa ci ricambierà con ogni bene.
La giornata prende il via con una conferenza coordinata dal giornalista Niccolò Farina alla quale prendono parte il ricercatore storico e giornalista Livio Trapanese, il Vice Sindaco ed Assessore all’ Ambiente Nunzio Senatore, la storiografa ed attivista C. A. I. Lucia Avagliano, il presidente  di Legambiente Cava de’ Tirreni Attilio Palumbo, il Ministro dell’Ordine Francescano Secolare Giuseppe Trapanese e la presidente della Gioventù Francescana Anna Franco.
Dopo una breve introduzione iniziale a cura di Niccolò Farina, la conferenza entra nel vivo con la testimonianza di Livio Trapanese sul clima che si respirava in città negli anni passati, un clima meno frenetico dei giorni nostri in cui le relazioni solidali tra le persone ne facevano da insegna e buon costume. La parola è poi passata a Lucia Avagliano (CAI Cava) la quale non ha esitato nel sottolineare come nella nostra cittadina esistono luoghi stupendi di cui molto spesso tutti noi non ne siamo neppure a conoscenza; uno su tutti è stato citato il sentiero che collega Monte Castello con la Chiesa di Santa Maria al Toro, una delle più antiche chiesette sorte a Cava de’ Tirreni ma che per molti è del tutto sconosciuta. In seguito è intervenuto il Ministro del Terzo Ordine Francescano  Secolare Giuseppe Trapanese sottolineando l’enorme differenza che si trova passeggiando lungo il corso della nostra cittadina rispetto a quello di una grande città come Torino, volta soprattutto ad evidenziare la differenza di mentalità della popolazione che vi abita. Inoltre il Ministro si è soffermato anche sull’importanza di valorizzare il territorio artistico-ambientale che ci circonda ribadendo la bellezza naturale della valle in cui siamo immersi. Dopo questo intervento, è il turno del Vice Sindaco Nunzio Senatore il quale tende a sottolineare l’impegno assunto dalla appena nata Giunta Comunale, guidata dal neo sindaco Vincenzo Servalli, e da egli stesso in qualità di Assessore all’ Ambiente, nel premere sulla Raccolta Differenziata come strumento di civiltà. Il Vice Sindaco ha poi riproposto l’iniziativa della Giunta Comunale di incrementare i controlli nelle aree di conferimento, prevedendo una multa per i soggetti colti nell’errato conferimento dei rifiuti, ma aggiungendo che tali strumenti sono inefficaci  se non accompagnati da un’ inversione di tendenza nella sensibilità dei cittadini.
Al termine della conferenza, la giornata ha assunto una piega più operativa grazie all’entusiasmo e alla semplicità dei bambini accorsi al parco per i quali sono state pensate diverse attività dai Giovani Francescani. Per rompere un po’ il ghiaccio è stata messa in scena una storia sulla città di “Pulilandia” nella quale i bambini hanno avuto l’importante compito di pulirla. Grazie all’aiuto di 3 amici contenitori (Carta, Plastica ed Indifferenziato) i bambini hanno saputo riconoscere i rifiuti e collocarli nel giusto contenitore. Dopo la raccolta dei rifiuti si  è passati all’attività di riciclo suddivisa in due laboratori: nel primo si è mostrato come poter riciclare la carta per poterla riutilizzare di nuovo; il secondo invece ha avuto ad oggetto la plastica ed in particolare si è mostrato loro come passare da una bottiglia vuota ed inutile ad un vaso nel quale collocare il terreno per poter seminare e dar vita ad una nuova piantina, da portare a casa come ricordo della giornata.

Come da quei semi spunterà una piantina, così speriamo di aver seminato, in questa giornata ricca di eventi, un sentimento di responsabilità  ispirato alla custodia del creato, perchè  il Creato è  specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino. 

giovedì 17 settembre 2015

Giornata per la Salvaguardia del Creato

"Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra madre terra..." cosi San Francesco lodava il Signore nel cantico delle creature per averci dato la madre terra che noi tutti abbiamo l'obbligo civile e morale di risperttare, custodire e preservare.
“Sono le menti a dare forma al mondo“, con questo slogan la Gioventù Francescana e l'Ordine Francescano Secolare di Cava de' Tirreni sono lieti di invitarvi a vivere una giornata all'insegna della salvaguardia del creato, domenica 20 settembre ore 9:30 presso il parco Schwerte.
Vi Aspettiamo!

lunedì 14 settembre 2015

CAMPO ESTIVO 2015: "IL SIGNORE MI DONO' DEI FRATELLI"

Fraternità: dono e prova, questo il tema che ha accompagnato noi giovani della Gioventù francescana di Cava de’ Tirreni nell’esperienza del campo estivo vissuta  dal 20 al 23 agosto 2015 presso il Santuario della Madonna della Libera di Castellammare di Stabia.

Trattare il tema della fraternità appare sempre importante poiché rappresenta il nostro stile di vita; ci siamo chiesti se veramente essa è presente nella nostra quotidianità e che senso le diamo.

Punto di partenza una semplice frase: “Il signor mi donò dei fratelli”, tratta dal testamento di San Francesco,  che racchiude in sé un immenso significato.  Nel suo modo di esprimersi, il fraticello di Assisi lascia trasparire la sorpresa dinanzi alla venuta dei primi frati e al contempo ci manifesta  quanto intimamente egli lo desiderasse.
Anche a noi il Signore dona dei fratelli, ce li pone accanto e ci chiede di accoglierli con i loro pregi e il loro difetti; ognuno possiede delle qualità uniche e diverse che permettono di completarsi nell’insieme della fraternità, così come San Francesco ricorda:

 "... sarebbe buon frate minore colui che riunisse in sè  la vita e le attitudini dei seguenti santi frati: la fede di Bernardo, che la ebbe perfetta insieme con l'amore della povertà; la semplicità e la purità di Leone, che rifulse veramente di santissima purità, la cortesia di Angelo, che fu il primo cavaliere entrato nell'Ordine e fu adorno di ogni gentilezza e bontà, l'aspetto attraente e il buon senso di Masseo, con il suo parlare bello e devoto; la mente elevata nella contemplazione che ebbe Egidio.."  [cap. 85: FF 1782].

 Vivere la fraternità ci mette anche alla prova: accogliere l’altro non è facile. L’altro è una sfida, si impone con la sua presenza, costringe a ripensare ai propri piani, ad allargare i confini fino ad abbatterli. La relazione con l’altro è difficile, anche quando quel fratello o quella sorella la conosciamo da sempre, a volte a causa di giudizi e pregiudizi che generano “conflitti” per l’affermazione del proprio io e del proprio spazio. La fraternità si offre come opportunità per ascoltare noi stessi e gli altri. Riscoprire l’altro  ci rende disponibili all’incontro; attraverso la parabola del buon samaritano (Lc 10, 25-37) che ha compassione dell’uomo vittima dei briganti, che gli fascia le ferite, abbiamo ribadito che la fraternità non nasce dalla “selezione”, ma dall'accoglienza gratuita di coloro che ci sono stati donati: nella fraternità il fondamento della relazione non è l'elezione, ma l'accoglienza .

L'invito ad accogliere l’altro è stato ulteriormente sottolineato ascoltando ed evidenziando le frasi più significative della nota canzone "Benvenuto" di Laura Pausi.

"Benvenuto a chi sorride, a chi lancia sfide", perché  ci aiutano ad uscire dai nostri schemi mentali chiusi e ad assumerci le responsabilità; "benvenuto a chi non cambierà mai e benvenuto a un musicista...agli accordi che diventano i miei", accogliere l'altro, provando le sue stesse emozioni e alleviando le sue sofferenze.

 Giorni indimenticabili, trascorsi fra risate, momenti di preghiera, momenti di confronto, ascolto e dialogo.

Infine un’ultima riflessione sul senso della fraternità attraverso una piccola storia:

"Un giorno Padre Galaction pose questa domanda a un eremita che aveva incontrato per caso nella foresta: «Ditemi, Padre, quando verrà la fine del mondo?». E quel sant'uomo, sospirando rispose: «Lo vuoi sapere, Padre Galaction?... Quando non ci sarà più sentiero tra l'uomo e il suo vicino»”.

In queste parole troviamo una definizione del senso della vita fraterna: quando gli uomini pretenderanno di vivere dietro steccati egoistici, chiuderanno i cuori l'uno nei confronti dell'altro, si scorderanno l'amore, il servizio reciproco, la comunione, la vita si svuoterà di senso, il mondo sarà giunto alla sua fine.

La bellezza della fraternità sta proprio nella diversità che si trasforma in forza e non in difficoltà.

mercoledì 17 giugno 2015

“… Io ho scelto voi” - Capitolo Elettivo

La vita della fraternità è scritta in un grande libro in cui le pagine non sono tutte uguali: ci sono pagine piene, intense, pagine meno ricche e pagine vuote che attendono di essere riempite. La storia della fraternità è fatta dalle storie scritte da ciascuno che si intersecano in quel vissuto diventando un bagaglio prezioso per chi sarà chiamato a scrivere una storia che continua… E infatti il 4 giugno 2015 presso il convento di San Francesco e Sant’Antonio di Cava de’ Tirreni, la fraternità ha vissuto il momento del capitolo elettivo.  Alcuni volti tradivano segni di una leggera tensione, inevitabile in circostanze così importanti, tuttavia tutti ben consapevoli che quello che sarebbe accaduto non sarebbe stato nient’altro che la Sua volontà. Ed è proprio questo che ha ricordato Fra Pietro Isacco, assistente regionale della gioventù francescana di Campania e Basilicata, in apertura del capitolo, sottolineando i compiti e le responsabilità affidate al consiglio per essere guida della fraternità. E sulla scia di questo spirito di affidamento è iniziato il momento di preghiera, seguito dalla lettura della relazione di fine mandato da parte del consiglio uscente. Sono intervenuti anche Padre Candido del Pizzo e Suor Flavia Maria Di Pietro, assistenti spirituali locali.
A questo punto si è passati alla votazione diretta dal presidente regionale Antonio Obid, dalla consigliera fraterna Stefania Scalea e da Fra Pietro Isacco, avvalendosi dell’aiuto di due gifrini, Davide Bisogno e Simona Sergio, come scrutatori. L’esito delle votazioni ha delineato un consiglio così formato: Anna Franco nel ruolo di presidente, Antonio Massa nel ruolo di vicepresidente, Marcella Siani, Federica Benvenuto e Maria Gabriella Roma nel ruolo di consiglieri.
Tutti coloro che sono stati chiamati a servizio della fraternità hanno pronunciato il loro sì sentendosi chiamati dal Signore che dice: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv. 15-9,17).

Tutti sono pronti ad affrontare questo cammino con fede, gioia, speranza, umiltá e coraggio, mettendosi al servizio dei fratelli e affidandosi al Signore nella preghiera, per ricevere forza nei momenti di difficoltá e per operare per mezzo di Lui.

venerdì 15 maggio 2015

Festa Regionale GiFra Campania e Basilicata - 2015 Pompei

Anche quest’anno, come da tradizione, il 1°Maggio si è svolta la Festa Regionale della Gioventù Francescana di Campania- Basilicata. L’evento si è tenuto nella storica Pompei, dove centinaia di gifrini sono giunti per condividere e ricordare la bellezza di essere francescani. 
Appena arrivati nel parco adiacente al santuario, l’accoglienza è stata piena di entusiasmo, com’è del resto tipico del carisma francescano, fatta di balli, canti e mille sorrisi. Inoltre ogni fraternità ha ricevuto, per ogni suo componente, un cartoncino da appendere al collo come riconoscimento della giornata ed un mattone con su scritto il nome della propria fraternità.
Il tema della giornata è stato: “AMA- CREDI-VAI”, per il quale è stato pensato un primo momento chiamato “L’amore che costruisce". Questo momento si apre con una doppia testimonianza di Fra Pietro e Fra Cyrille, i quali ci hanno fatto notare che la maggior parte di noi non vive pienamente di un’esistenza autentica ma si domanda sempre sul da farsi, sul futuro e sulla giusta strada da percorrere; anche Francesco chiedeva “Signore, cosa vuoi che io faccia?”. Lui voleva diventare cavaliere, infatti partì per la guerra, ma a Spoleto successe qualcosa di clamoroso, sentì una voce dirgli: “Francesco, chi vuoi seguire? Il servo o il padrone?” e così decise di tornare a casa. Questo tornare indietro, per tutti noi, sarebbe stato inteso come un fallimento perché non siamo riusciti a realizzare il nostro sogno, ma per Francesco, invece, fu una rinascita. 
Inseguito viene portato sul palco il Crocifisso di San Damiano, il simbolo che caratterizza la spiritualità francescana perché tramite di esso Gesù parla a Francesco e gli mostra la via da seguire, “Vàe riparara la mia casa”. Fra Pietro si è soffermato su alcune caratteristiche del crocifisso di San Damiano quali le figure rappresentate, il significato dei colori rosso, per rappresentare l’amore, oro, per indicare la divinità e nero per rappresentare la morte. Ora ci chiediamo: "ma come la morte?" Viene rappresentata una cosa brutta e triste? La risposta sta nell’immagine del Cristo: il Cristo di San Damiano è vivo, gli occhi sono aperti e le braccia spalancate; su quelle mani vuole portare ognuno di noi. Cristo ha sconfitto la morte! Francesco ci insegna ad essere testimoni della vita e non della morte. Infine Cristo è cinto di un grembiule, simbolo del suo essere servo per amor nostro, mentre in alto ci sono le mani di Dio a benedire il dono che è suo Figlio e gli angeli che si rallegrano per la Resurrezione. 
A questo punto ogni fraternità viene chiamata a porre il proprio mattone ai piedi del crocifisso di S. Damiano: in quel mattone sono racchiuse le nostre esperienze, il nostro operare. Li vogliamo mettere uno sopra l’altro per costruire insieme, per migliorarci; vogliamo mettere sotto di essi l’umiltà che accompagna il nostro operato e che caratterizza nelle difficoltà; infine mettiamo accanto la condivisione dei nostri momenti con i fratelli.
In seguito l’attenzione viene posta sulla statua della Madonna del Loreto, simbolo che l’Italia, insieme al Crocifisso di San Damiano, porterà a Cracovia per la GMG del 2016. La presenza della statua viene accolta con una danza in cui i ballerini sono avvolti da veli bianchi, a significare la purezza, e fatto di salti ad indicare lo slancio di Maria verso le sicure bracci di Dio. In questa atmosfera viene letto il passo del Vangelo di Luca che narra l’incontro di Maria con l’Arcangelo Gabriele, in cui le viene annunciato il volere di Dio per lei e la risposta pronta e coraggiosa di Maria. La figura di Maria ci rallegra perché ci dimostra come il Signore vuole fare di noi qualcosa di stupendo, vuole fare della fraternità regionale qualcosa di grande arricchendola di nuovi giovani che vogliono gridare il loro grazie a Dio. Proprio per rappresentare la nuova linfa all’interno della Gioventù Francescana di Campania e Basilicata, viene portato un ramo secco al centro del palco e su cui ogni nuova fraternità pone un fiore così da ridare vita a qualcosa di spento.
Il momento conclusivo della mattinata è stato anch’esso introdotto dalla lettura del Vangelo, questa volta però del passo sull’ultima cena in cui Gesù lava i piedi agli Apostoli. Al termine del brano, i frati assistenti regionali hanno pensato di voler ripetere il gesto fatto da Gesù lavando i piedi ai presidenti di ogni fraternità in rappresentanza di tutti i gifrini della Campania e Basilicata. È stato un gesto molto forte e bello, c’ha fatto capire che per un fratello si è disposti senza timore anche ad “abbassarsi” per lavargli i piedi, considerata dagli ebrei la parte più sporca del corpo perché a contatto con la terra, con umiltà e spirito di servizio che Gesù ha voluto insegnarci.
Al termine di questa bella ed intensa mattinata ci siamo uniti in un’unica preghiera finale e ci è stato consegnato un Sussidio della Pastorale Giovanile in preparazione alla GMG del prossimo anno in cui vengono spiegati i due simboli della Madonna di Loreto e del Crocifisso di San Damiano, nonché fornisce alcuni spunti di riflessione personali.
Dopo il pranzo a sacco consumato sui verdi giardini del parco, sono stati organizzati dei giochi che ci hanno dato la possibilità di sperimentare la fiducia nell’altro, lo stare insieme con gioia, in una sana competizione, l'opportunitá di conoscere altri fratelli. Quasi giunti al termine della giornata sono stati riconsegnati i mattoni ma questa volta non alle rispettive Fraternità poiché sono stati consegnati in modo del tutto casuale: ogni mattone ricevuto voleva significare l’impegno a prendersi cura della Fraternità il cui nome era scritto sopra di esso, come responsabili della vita degli altri in un’unica famiglia.
Il momento conclusivo della giornata è stata la Celebrazione Eucaristica svoltasi al Santuario delle Beata Vergine Maria, raggiunto tutti  insieme in una piccola processione. Dopo la rituale foto-ricordo di gruppo, veniamo accolti all’interno del Santuario dal responsabile della Pastorale Giovanile di Pompei, nonché dal saluto del Vescovo di Pompei Tommaso Caputo.
In occasione dell’inizio del mese mariano, il Santuario non poteva che essere affollato da fedeli provenienti da tante città e non c’è stato modo migliore per testimoniare il nostro credo: trasmettere gioia, entusiasmo e calore a tutte le persone che incontravamo, lasciandole colpite di vedere tanti giovani francescani pregare insieme, cantare insieme e gioire insieme nel Signore
Da questa giornata ci portiamo a casa la consapevolezza che ci sono centinaia di giovani, di vite, di cuori che scelgono di battere insieme, nella stessa direzione e per la stessa persona: Gesù Cristo. E dopo aver assaporato l’Amore verso l’altro, dopo aver Creduto ed esserci Affidati all’altro, non ci resta che Andare per testimoniare Gesù, che è gioia, vita e non morte, a tutti.

martedì 12 maggio 2015

"Aggiungi un posto a tavola...che c'è un Fratello in più!"

Sabato 18 aprile 2015 la Gi.Fra di Cava de’ Tirreni, insieme alle fraternità di Nocera Materdomini e Nocera Santa Maria degli Angeli, ha accolto l’invito della fraternità regionale di Campania e Basilicata a mettersi concretamente al servizio degli ultimi organizzando una nuova iniziativa. Il nome pensato per tale occasione è "Aggiungi un posto a tavola" proprio per evidenziarne lo scopo: vivere una giornata di Fraternità con chi non sempre ha l’opportunità di farlo, perché dimenticato, etichettato, emarginato, lasciato solo e messo agli angoli della nostra società.
L’organizzazione dell’evento è stata affidata completamente alle fraternità locali, le quali hanno sperimentato il piacere e le difficoltà di lavorare spalla a spalla riuscendo a creare la giusta sinergia per la buona riuscita dell’iniziativa.
Dai diversi incontri di preparazione, si è deciso di dare all’evento la forma di una cena da consumare in una sala messa a disposizione dal santuario di Materdomini, opportunamente preparata a festa con palloncini, striscioni e segnaposto a cura delle fraternità.  
L’iniziativa ha avuto inizio con l’accoglienza delle famiglie invitate con balli ed animazione curati dalla fraternità di Cava de’ Tirreni ed inseguito si sono intervallati momenti di consumazione del pasto, preparato gentilmente dalla fraternità “di casa” di Nocera Materdomini, con giochi e divertimento, pensati ed organizzati dalla fraternità di Nocera Santa Maria degli Angeli.
L’emozione più forte forse l’abbiamo vissuta nella consumazione dei pasti: infatti i gifrini si sono “mischiati” a tavola con gli ospiti dando vita a forti relazioni fatte sia di ascolto che di condivisione della propria realtà quotidiana. 
Nell’iniziativa, oltre ai momenti di gioia ed allegria, sono stati vissuti attimi un pochino più seri, in cui ci si è riuniti insieme nella preghiera di ringraziamento al Signore, per i doni che ci ha fatto, nonché dare testimonianza, con parole accompagnate dai fatti, di cosa sia la Gioventù Francescana.
La cena si è poi conclusa con la consumazione dei dolci e lo scambio di saluti e abbracci; mentre la nostra iniziativa si è conclusa con la sistemazione della sala dove è stato possibile cogliere il significato di essere fraternità: essere ragazzi e ragazze, a malapena conoscenti, ma che si mettono in gioco facendosi carico ognuno di un piccolo lavoro, consapevoli di aver in comune un unico scopo, quello del servizio.
Possiamo dire che l’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola” non è stata una giornata come le altre; sappiamo di portarci a casa la consapevolezza di aver regalato un sorriso a molti bambini, aver donato un po’ di speranza a molte persone per poter mettere da parte, anche solo per un paio d’ore, i mille problemi quotidiani.Tante emozioni che riempiono il cuore di gioia e che ogni gifrinoconserverà a lungo dentro di sé.

venerdì 10 aprile 2015

Ripartire dal Cuore - Festa Diocesana dei Giovani

Sabato 28 Marzo presso il “Teatro Reginella” di Santa Lucia di Cava dei Tirreni i gifrini hanno partecipato alla festa dei giovani organizzata dalla Pastorale giovanile della Arcidiocesi Amalfi - Cava, il cui tema è stato:"Ripartire dal cuore". Anche quest’anno i gifrini hanno collaborato con i ragazzi dell’oratorio della SS. Annunziata per animare l’evento con tanti balli tra cui l’inno scelto per questa giornata, "Fatti avanti amore", accogliendo tutti i giovani giunti da varie parrocchie della diocesi.
Il pomeriggio ha avuto inizio con un momento di preghiera durante il quale abbiamo vissuto tante emozioni nell'ascoltare la testimonianza dei giovani del centro “Girasole” di Tramonti, che accoglie soggetti disabili e il cui obiettivo è quello di integrarli socialmente.
Giovani del centro "Girasole"
I giovani hanno cantato "Come un pittore", la famosa canzone dei Modà. Come ha riferito la collaboratrice dell’associazione: " I ragazzi disabili sono dotati di particolari abilità e doni dell’anima come l’allegria e la voglia di vivere, ed è questo che li rende davvero speciali”. Ed è vero perché sono capaci di trasmettere gioia al solo guardarli. Hanno bisogno solo di tanta cura ed attenzione e loro ricambiano con tutto l’ amore che possono donare. Ragazzi davvero unici che nel partecipare ai balli, con le loro possibilità, hanno riacceso la sensibilità di tutti, e lo facevano con un’allegria che ci porta a riflettere: vedere giovani che, nonostante le loro difficoltà, hanno tanta gioia e voglia di vivere, mentre noi siamo mai contenti di ciò che abbiamo e sprechiamo il dono della vita che ci è stato fatto.
In seguito la parola è passata al Vescovo Orazio Soricelli che ha ricordato il tema di quest’anno rimarcando il discorso del Papa sulle beatitudini.
Al termine del momento di preghiera iniziale, presso le sale dell’oratorio della chiesa di S. Lucia, sono iniziati i laboratori curati da giovani animatori e da diversi sacerdoti della diocesi. I giovani sono stati divisi in vari gruppi e hanno partecipato a tre laboratori: il primo intitolato "Io con il tu" in cui si è discusso sul tema dell’amicizia, sul rapporto con il fratello, nostro prossimo, sulle nostre capacità di aiutare l’altro in difficoltà e su quanto siamo disposti ad amare l’altro, quelle persone riservate, emarginate perché non al passo con le tendenze del momento
Il secondo laboratorio è stato:"Io con me stesso"; attraverso una riflessione sulla canzone di Marco Mengoni “Essere umani”, i ragazzi hanno cercato di riscoprire se stessi guardandosi attraverso uno specchio e privandosi dellemaschere che spesso indossiamo nel quotidiano, nei vari rapporti e situazioni. Conclusioni? "L’amore ha vinto, vince e vincerà", bisogna credere in se stessi e accettarsi senza indossare alcuna maschera, il Signore ci ama così come siamo, e non perdere la speranza qualunque cosa accada. Per potersi aprire al prossimo è necessario avere fiducia in sé e consapevolezza del proprio essere.
Kantiere Kairos
L’ultimo laboratorio è stato " Io con il noi" nel quale si è parlato di un valore importantissimo per noi giovani: lalibertà. La libertà che dovremmo avere noi giovani nell’affrontare le scelte, senza farci influenzare dalla società che ci viene proposta ogni giorno, improntata all’individualismo, e se è possibile riscoprire, creare un mondo nuovo. I nostri obiettivi futuri ,ad esempio, non devono essere visti solo come pura autorealizzazione personale, ma come un modo per dare aiuto e rendere felice anche l’altro.
Conclusi i laboratori, al Teatro ci attendeva il gruppo “Kantiere Kairos” per dare inizio ad un concerto. Una rock band cristiana, formata da ragazzi comuni, ma con tanta voglia di testimoniare il Signore attraverso la modalità della musica, il linguaggio che più li rappresenta.
Varie sono state le tematiche affrontate nelle canzoni, tra cui la morte, vista non come un qualcosa di negativo, ma come un incontro con il Signore nei cieli. In una canzone in particolare hanno evidenziato, che noi siamo strumenti nelle mani di Dio e che la sua Volontà deve essere fatta.
Al termine delle diverse canzoni, o meglio, veri e propri inni all’amore del Signore, i ragazzi sono stati inviatati a provare la sensazione in prima persona, alzandosi in piedi e cantando una Lode al Signore che ci ama e ci amerà sempre. 
Il Vescovo coi tanti giovani che hanno partecipato alla festa
L’evento si è concluso con la cena condivisa e offertaci dalla parrocchia di Santa Lucia, con i saluti e ringraziamenti finali.      
Si attende già la festa del prossimo anno, con tanta voglia di stare insieme sia tra i giovani ma soprattutto con il Signore, che è perno della nostra vita, ci unisce e ci dà forza e gioia ogni giorno. Vi aspettiamo!